PARSIFAL

Ich schreite kaum, – doch wähn’ ich mich schon weit.

GURNEMANZ

Du siehst, mein Sohn,

zum Raum wird hier die Zeit.

Spazio e tempo sono completamente interrelati, tant’è vero che negli spazi ampi il tempo scorre molto più lentamente. Una spazio aperto muta ogni definizione: nella mia esperienza il moto Ë essenzialmente acustico, si svolge cioè come una vibrazione sonora. Al rallentare della frequenza, per esempio, corrisponde un espansione dell’ampiezza dinamica.

Gli ampi spazi impediscono quelle rifrazioni acustiche che caratterizzano i nostri usuali habitat, che sono i nostri modelli di misurazione di un tempo, reso attuale dall’abitudine, cui ci riferiamo. Quando lo spazio si amplia, anche semplicemente salendo ai piani superiori di un edificio, oppure su una terrazza, il nostro corpo si rilassa soprattutto perchè saltano le coordinate temporali.

Il tempo infatti è soprattutto una costrizione: siamo molto legati ad un certo andamento, qualunque variazione è fastidiosa e scomoda. Rallentare, spesso, è ancora più difficile che accelerare. Ogni ampliamento dello spazio rispetto all’usuale, comunque, implica difficoltà sottovalutate. Al migliorare della sensazione di ariosità e libertà di movimento corrisponde di converso, per esempio, l’incapacità di star fermi.

Land of the midnight sun – Wendy Carlos – 1986
Robert Fripp – November Suite – 1997
Holger Czukay – Canaxis – 1969
Mouse on Mars – Vulvaland – 1994
Macro Dub Infection – Volume 1 – 1995
Brian Eno – Before and After Science – 1977
Matmos – A Chance to Cut is a Chance to Cure – 2001

La tecnologia diviene un ambiente esemplare per l’esercizio della comprensione delle motivazioni umane fondamentali, della evoluzione dei modi e delle soluzioni umane, la trama su cui poggiare ciascuna delle idee e delle nozioni aquisite in qualunque momento, in qualunque punto del pianeta, e distribuirle su un tessuto attuale, fattuale, perfino idealmente praticabile. Compito di qualunque scienza dell’organizzazione non è imitare il funzionamento dell’alveare ma assumerne le qualità, portandosi alla comprensione delle analogie tra la logica dello sciame e le potenzialità di una umanità connessa e comunicante, priva di eccessi individualisti così come di fanatismi sociali.

L’iperstrumento di composizione, scomposizione e ricomposizione musicale disponibile oggi è un insieme molto vasto di generatori sonori, atti alla singola nota così come a movimenti orchestrali interi, disponibili e distribuibili negli istanti necessari a configurare una connessione informativa. Esso non rende possibile soltanto una visione allargata del materiale da comporre, ma pure una sensazione, più sottile ma non certo più confusa, della percezione altrui. Questo modello di contesto genera una composizione aperta, concertata, continuamente armonizzata e poggiata su un ritmo in divenire, fluido e relativo. Ogni tecnologia determina il suono, così come ne viene determinata, e muta il contesto stesso istantaneamente.

Nere Foreste d’Impeto
Il Padiglione dei Sogni
Oggetti Sonori

Tecnologie a Vapore
L’Orchestra Portatile
Un Ambiente Rumoroso

Un deserto fiorito
Il suono dell’ombra
Ambienti luminosi