Quella fra il lavoro dell’uomo e la funzione dei suoi arnesi è una distinzione sottile. Lo strumento di produzione, quello attraverso il quale l’affermazione umana viene compiuta non è una semplice ed occasionale funzionalità. Che l’uomo inventi strumenti nuovi o che questi stessi strumenti determinino una attitudine umana nuova è una questione che ci appassiona. Sostanzialmente esistono due approcci: gli strumenti adoperati per fare meglio, più velocemente e con minore dispendio ciò che si è sempre fatto oppure strumenti per compiere un azione, un gesto ed un impresa mai compiuti prima. Un’affermazione più efficiente di fronte ad un azione che muta il corso delle abitudini. Se l’arte è il modo più corretto di adoperare gli arnesi, rimangono queste due possibilità.

Ciascun uomo è definito, almeno nella percezione altrui, dall’insieme di arnesi, modi espressivi ed estensioni che adopera ogni giorno. L’organismo educato che egli pone in esposizione di fronte al mondo ne qualifica competenze e obbiettivi, efficienza ed efficacia. L’intelligenza umana tende a risiedere fra gli elementi componenti la conversazione. Essa si insinua tra la domanda corretta e la giusta risposta, ed è determinata dal contesto e dalle circostanze, dalla qualità della relazione e della connessione fra questi elementi. In questa dimensione appare l’interfaccia, il dispositivo indipendente attraverso cui le parti comunicano.

La parola “Cyborg” (organismo cibernetico) definita da Manfred Clynes e Nathan Kline, esemplificava un “complesso organizzazionale esteso esogenicamente, funzionante come sistema omeostatico”. Insieme ad altri esperti di calcolo Clynes credeva che l’intelligenza non debba essere confinata alla struttura del DNA. Egli credeva anche che la vita sia più argomento di relazioni e organizzazioni che di materiali. Clynes indica una comprensione della natura dei nostri pensieri in termini della loro identità matematica, elettronica e tempo-spaziale che ci permetterà di comunicare meglio di quanto già non facciamo in modi interamente nuovi, modi che al presente non possono essere immaginati.

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