Il principio si riconduce, convenzionalmente, a On Land. C’erano precedenti di sicuro nel lavoro dello stesso Eno, la imprescindibile Music for Airports essendone il manifesto. Prima ancora c’era la Discreet Music, che ne è l’ipotesi teorica, senza dimenticare mai la prodigiosa e lucidissima Wendy Carlos, nella notte dei tempi del processo di spostamento del fuoco dal soggetto al paesaggio musicale. Questi diedero luogo ad un modo intero di concepire la composizione musicale, ad un enfasi sul bokeh sonoro, di cui noi, qui in giro, amiamo così tanto occuparci.

Nessuno, tra i nostri eroi più giovani, ha un curriculum esteso e rispettabile più di Robert Rich, a parte forse il solo Steve Roach. La corrente ambientale del suono contemporaneo, oscura e ambigua negli anni ottanta, trova forma e contesto soprattutto grazie al lavoro di queste poche figure indimenticabili: i due residenti di California e Arizona, per cominciare. Se Dirk Serries, Brian Williams e Stefano Musso hanno potuto poggiare i piedi ed affermare liberamente lo dobbiamo anche all’entusiasta preparazione del terreno da parte di questi due ineffabili signori.

Robert Rich è un musicista ben a suo agio su questo territorio poco definito e malamente osservato. Le sue numerosissime composizioni sono la testimonianza della profonda quanto invisibile opportunità dell’intento, che giustificano ogni tentativo di mappatura fornendo coordinate mirabili, indicazioni su sementi e stagioni, lune e maree. La nostra navigazione, grazie ai suoi manuali, è sempre meno accidentata e fruttuosa, le nuove terre raggiunte vedono le piante crescere con vigore e fermezza. La nostra gratitudine è qui confessata.

La luminescente qualità di questo disco in particolare, recente e innovativo, mi permette di riflettere sulle peculiarità chiaroscurali, che tendono ad inclinare la percezione verso il buio, e che qui mi sembrano invece campi inondati di luce. Forse l’intero processo a cui stiamo assistendo, attraverso la consapevolezza del buio, è proprio una autentica illuminazione, che non è sentimentalistica nè razionalista, ma piuttosto tanto autentica quanto effettiva. Io, per me non cerco nient’altro.