Mi pare musica per la cerimonia del tè dei nostri giorni, questa. Per una meditazione importante e fruttuosa compiuta a consuntivo di una giornata dedicata all'immagine dei giorni futuri. E' completa, articolata, organicamente processata con cura ed attenzione, come una cerimonia richede sempre, in effetti. Gli autori certamente conoscono le nostre esigenze di esploratori domestici, ed intendono intrattenerci in modo signorile.

L'esercizio della rimanipolazione del suono registrato, da fonti sicure e professionali, è la vera direzione d'orchestra di questo tempo conclusivo. La revisione continua, prevista ed incoraggiata per esempio da Teo Macero, l'utilizzo delle sorgenti come pretesti e object trouvé su cui i DJ han costruito una intera cultura, è un obbligo essenziale, per l'ascoltatore in buona fede che si occupi di ricreazione. Qui siamo in presenza di gente qualificata.

Difficile elencare di quanta materia musicale in flusso si sia occupato direttamente Steve Wilson, anche nel tempo libero dai suoi amabilissimi Porcupine Tree, da No-Man, dalla ricomposizione di opere antiche in 5.1. Il compositore pop contemporaneo ha in qualche modo l’obbligo di occuparsi di ciascuno dei lati principali del suo mestiere allo stato attuale. Wilson, da buon esempio per la gioventù, studia e pratica con i migliori oggetti a disposizione.

Bass Communion è la sua ricerca sui droni, sulle melodie più sottili che possano emergere dall’incessante ricerca, accidentale o preordinata, sul flusso dato. Nemmeno c’è bisogno di un archivio materiale, ogni esplorazione si svolge sul desktop in questi giorni, la disciplina consiste di un ordine mentale enciclopedico, in una rete di corrispondenze che potrebbe assumere importanza principale, in qualche sistema evoluto.