Una qualche disposizione sciamanica ce l’ha ogni musicista, che scopre, nell’esposizione pubblica, l’immenso potere catartico del suono. Nelle caverne del suono contemporaneo, colme di capacità e potenzialità sonore, la luce proviene dalla ritualità ritmica, dal salmodiante procedere straniante dei loops.

Costui è perfino eccessivo in termini carismatici e di dotazione personale. Perfettamente conscio dell’alterazione provocata dallo stratificarsi di suoni l’uno sull’altro, vidnaObmana permette alle sue illusioni ottiche di modificare il paesaggio, di mutare per sempre la configurazione geologica delle faglie su cui poggiamo.

Ed è un successo molto riconosciuto, il suo, nella costruzione di un punto fermo in mezzo al magma quasi hollywoodiano della foresta magnetica ed elettronica. Ha le carte in regola, oltre che una ferrea preparazione nella terra di nessuno del paesaggio immaginario, che pure con piacere ci apprestiamo ad abitare.

Da questa particolare raccolta di frammenti sparsi abbiamo ottenuto la sensazione che ci sia una speciale gravità grazie alla quale il pulviscolo si riunisca. Che la vitalità sonora da questa gravità dipenda, che sia infine ora di poggiare il piede su queste nuove terre, alla loro futura fecondità affidare i nostri sentimenti.