Certo, non è facile stabilire quale sia la qualità necessaria ad un evento affinchè esso possa essere definito musicale: qui noi investighiamo alcune sfumature di questa qualità, che poche caratteristiche arbitrarie possiede. Non si tratta solo di vocabolario, l’estensione del quale non garantisce alcuna peculiarità, non si tratta di questioni tecniche che qualunque idiota può assumere. La qualità musicale di cui abbiamo bisogno è la stessa che realizza l’umanità: pulizia, candore, innocenza.

Poggiare su una tradizione è una disposizione comprensibile. Immaginare un qualunque linguaggio innovativo è una impresa molto azzardata, in cui non si trova molto appoggio: sono necessari una assoluta purezza di intenti, trasparenza e serendipità. Nessuno degli autori presenti in questa antologia si pone come obbiettivo l’esercizio della volontà, si dispongono tutti all’incrocio delle strade note con quelle ignote, ad osservare il paesaggio.

Le componenti sonore del paesaggio, insieme a quelle soniche, sono l’oggetto di osservazione in questa bottega. Qui abbiamo raccolto alcune mappe disegnate dai più avventurosi esploratori, insieme a commenti, aggiunte, didascalie e continuazioni. In questo speciale oggetto, raccolto e curato da David Toop, a suo tempo responsabile di un formidabile catalogo sul quale cercare esempi pratici, sono raccolti alcuni di questi visionari. La disciplina del paesaggio sonoro, oltre a misurare e definire il mondo come lo conosciamo, intende investigare su quello che il mondo potrebbe apparirci, se avessimo le orecchie bene aperte.