Il mondo istantaneamente informato, coperto da archivi saturi di progetti strutturali, linee melodiche scolpite nella roccia, ritmi infinitamente ripetibili, non può dare luogo ad una canzone nuova. Troppo grandi le suggestioni, troppo grande lo scaffale degli elementi a disposizione, una grande meditazione sui principi è d’obbligo.

Rimane la radio, strumento di continua riconfezione del dato. A commento, pratiche di stordimento estatico, illimitata riproduzione, rotazione ed inversione di ogni oggetto familiare, una innumerevole schiera di oggetti familiari. Il giovane dinamico duo del Suono Futuro di Londra cerca (e trova) altre soluzioni.

E’ un buon tempo per la meditazione su una o l’altra configurazione mondana. Il tempo in cui i produttori sono impegnati nel riascolto, anzichè nella immaginaria creazione, è il tempo in cui la consapevolezza del ciclo del mondo è chiara e forte. Questa riproduzione, sindrome da nastro magnetico, crea le condizioni per la ripulitura delle strade, dei flussi.

Questi ragazzi sono svaniti, persi nella ricostruzione di un mondo ideale che hanno immaginato troppo a lungo, tentati dalla conservazione psichedelica, ossimoro troppo rovente per poter essere maneggiato. I loro ed i nostri ricordi diventano oggetti pietrificati, impossibili da interpretare, oggetti pericolosi ed infidi per chiunque creda ad una sola storia.