I’ve been waiting all evening
Possibly years, I don’t know.
Counting the passing hours
Everything merges with the night.

Brian Eno

Non è mica un opera intellettuale questa, c’è un grosso equivoco, questa è un’opera buffa, nel vero senso del termine. Il profondo, ma mai impraticabile senso dello Humour di quest’uomo è un esempio per i musicisti, per gli studenti, per ogni ricercatore in buona fede. Questo disco in particolare è un ottimo sussidiario per le scuole medie, dove Balzac e Leopardi fanno fatica a farsi capire, occorrerebbe introdurre ausilii di questo tono, valore, essenzialità.

Perchè l’esercizio delle facoltà umane specifiche consiste perlopiù di equilibrismo mentale, nel gioco d’azzardo peculiare dell’esposizione artistica, libera nella misura in cui è indipendente, leggera, autonoma. E grande maestro di gioco è quest’uomo, liberatore di liberi musicisti che soffrivano imposizioni industriali e anche culturali. Maestro di cerimonie per quelli che del gioco avevano dimenticato l’importanza. La musica leggera, la mia definizione preferita, è l’esercizio dell’incompetenza, non della competenza. Facciamo che eravamo.