Se proviamo ad immaginare la superficie del pianeta come una crosta, un diaframma mobile e suscettibile, oltre ad avvicinarci ad una realtà condivisa e verificabile possiamo anche intuire come ci sia un sopra, che definiamo la realtà visibile, illuminata dal sole, bagnata dal mare, abitata da moltitudini e coperta di vie di comunicazione, ed un sotto.

Robert Rich e Brian Williams tentano di risuonare con le immense onde che da sotto provengono, energie telluriche che contengono, in potenza, molte delle forme e dei movimenti che in superficie assumono tratti più familiari, per quanto siano solo soggetti a pressioni che noi consideriamo maggiormente lecite, più dolci e sostenibili.

La realtà, a differenza di quel che spesso crediamo, sta tutta nella permeabilità del suolo, nella sua qualità osmotica di intefaccia viva e vibrante. Così come un intera dimensione inconscia che regola ogni nostro più piccolo gesto, ogni espressione di gioia e di insofferenza è riferita a un mondo intero per noi invisibile, che siamo spesso impegnati a negare. Così rischiamo di vivere con il fiato sospeso, a temere quella fase del respiro che nell’esistenza umana consiste dell’esperienza dell’altra parte.

Il mondo sotterraneo determina la nostra esistenza tanto quanto quello celeste, solare e positivo che amiamo considerare come tutto. Le correnti che attraversano il pianeta sotto i nostri piedi contengono una tale qualità di energia che sarebbe impossibile prescindere. E’ una energia che ha disegnato la costruzione dei templi, delle città, infine di ogni singola via di comunicazione. Naturalmente ma inconsciamente noi avvertiamo in modo preciso e puntuale questo suono, solo che a volte ne siamo inorriditi.

In questo lavoro siamo esposti ad un’onda immensa e molto fine, composta da parti armoniche arcane e stupende, impercettibili nella vaghezza intrinseca che hanno per il nostro orecchio ma ugualmente sono avvertite da altre parti del nostro organismo, il quale possiede estensioni adatte e sintonizzate. L’unico limite al pacifico abbandono a questo suono è la nostra mancanza di consapevolezza, di attenzione, di capacità di goderselo come nutriente e complementare.