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Il tamburo e la voce sono i fondamenti della musica umana. Le urgenze nella modificazione della realtà venivano risolte, quando gli uomini conoscevano la propria potenza, attraverso questi due strumenti. Pelli tese e corpi vibranti sono sufficenti ad ogni intervento sciamanico, nella elevazione dei cuori e nel buio dell’abbandono, in giubilo ed in lamento.

La musica elettronica, realizzata senza una vera vibrazione acustica registrata da microfoni, è compatta, stabile, economica. La sua funzione è rendere disponibile il controllo esteso del timbro, insieme a tempo e tono una delle principali variabili della composizione musicale. Essa è perciò strumento privilegiato della ricerca, accessibile e rapido, di una sonorità adatta ai tempi.

Si sa, le esigenze degli uomini sembrano sempre superare la necessità e la sufficenza, in un indugio estatico che sembra spesso lussurioso e magniloquente riemerge il suono delle corde. A pizzicare, strusciare, battere e a lasciar ampiamente risuonare le corde molte particolari forme di godimento sono state scoperte. Qui voglio dire della bellezza e del lusso di questi strumenti.

John Fahey – America 1971
Mahavishnu Orchestra – Birds of Fire 1972
Gong – Angel’s Egg 1973
Cello – David Darling 1992
Ry Cooder & V.M. Bhatt – A Meeting by the River 1993
Labradford – Mi Media Naranja 1998
Daniel Lanois – Belladonna 2005

Neil Young – On The Beach 1974
Strange Cargo – William Orbit 1987
Dan Lanois – Here Is What Is 2008
Channel Light Vessel – Automatic 1994
Eddie Vedder – Into the Wild 2008
Daniel Lanois-For the beauty of Wynona 1993
Prezens – David Torn 2007

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