La funzione del giardino giapponese, dove la tranquillità sembra rendere accessibile uno stato di calma della mente che intona i ricettori del corpo ad un febbrile ambiente di eventi in miniatura: una farfalla che si posa sul muschio, gocce d’acqua intermittenti, ronzio di insetti, cerchi d’acqua in uno stagno.
Lo spazio è stato accuratamente progettato per rendere possibile questo stato della mente a solo qualche minuto dal frenetico ambiente urbano.
Tutto il rumoroso inquinamento del Giappone contemporaneo, il suo passato medievale ed il suo presente industriale, politico e tecnologico sono sistemati molto vicino uno all’altro. Il giardino è una costruzione meditazionale, estetica , uno strumento abilitante forse, che relega il chiasso di fondo ai margini della scena per un breve periodo e si focalizza invece su delicati modelli di luce, ombra, colori odori, suoni. E rumori.










