Esiste un modello ambientale che può aprire porte percettive al territorio descritto dalla scuola di scienziati della Complessità come l’orlo del caos. All’orlo del caos ordine e disordine oscillano bilanciandosi. L’idea del mondo instabile fra il divenire e la sua impossibilità è applicabile all’arte, alla musica ed alla tecnologia tanto quanto suggerisce profonde implicazioni per lo studio delle organizzazioni sociali, per la gestione dell’ambiente, l’economia o la meteorologia.
La misteriosa cuspide fra l’ordine ed il caos, dove tutta la vita sembra realizzarsi, è il centro focale del nostro progetto: forse dobbiamo immaginare giardini giapponesi intangibili.
David Toop
La caratteristica organica degli spazi che immaginiamo comunque implica naturalmente un qualche fenomeno di crescita e di decadimento, che sono indicatori sempre molto auspicabili della “eticità” di una azione artistica (ma anche economica, politica, organizzativa).
Future Sound of London – Lifeforms – 1994
Jimi Hendrix – Electric Ladyland – 1968
Amorphous Androgynous – Tales of Ephidrina – 1993
David Toop – Spirit World – 1997
Fripp & Eno – The Equatorial Stars – 2004
Various artists – Haunted Weather – 2004
The Orb’s Adventure beyond the Ultraworld – 1991












