Conoscono la cura per ogni ossessione ritmica meccanica, questi sciamannati sassoni: sanno introdurre finezza e sofisticazione anche nelle più accidiose tentazioni tecnologiche. La cultura dei clubs, maturata e anche decaduta in questo decennio, avrebbe dovuto tenerli ad esempio.

Le manie trasfigurate della danza hanno polarità invero piuttosto differenti: Lo straniamento evasivo ha poco da spartire con l’abbandono estatico o con le pratiche sessuali avventurose, almeno finchè il grado di intensità non raggiunge un optimum in cui entra la comprensione.

Lo stesso vale per i generatori sonici in full force, evidentemente. La vera passione che trascina i nostri joker catastematici è la stessa di ogni qualunque rocker che professi il vero disinteressatamente, senza trascendere cioè la selvaggia attrazione sessuale, l’uso estensivo delle ore notturne e ogni possibilità psicotropa.

Si mira ad una gioia massicia qui, tutto il contrario delle perversità quotidiane, e la si mira attraverso l’esercizio disciplinato e continuo che Epicuro suggeriva: la sospensione del dolore che libera dalla paura della morte, in un annullamento della sensazione derivata da un qualche segreto culto eudemonico.

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