somewhere i have never travelled, gladly beyond
any experience,your eyes have their silence:
in your most frail gesture are things which enclose me,
or which i cannot touch because they are too near

From Complete Poems: 1904-1962 by E. E. Cummings

L’apologia del viaggio come scoperta di sé, nella tradizione del chautaqua, sulle vie dei canti. Indescrivibilmente funzionale alla meditazione in movimento, come una commedia erotica e celeste che ci guida attraverso altri mondi. Per Joni un punto fermo nella sua storia, curiosamente in coincidenza con l’inizio della sua avventura più radicale.

Un vero lavoro nella tradizione americana in fondo, specie per come è percepita qui da noi, ci diede indicazioni e promesse sull’intero futuro della musica (e della composizione poetica). Per me personalmente fu la definizione cristallizzata, per sempre, di come si debbano scrivere canzoni, che sono gioielli nel cielo di un musicista. Come se Amelia Earhart, Georgia O’Keefe e Greta Garbo potessero essere interessate allo stesso soggetto, allo stesso progetto. Il frutto di un’America che credevamo di conoscere, destinata a sprofondare, poco dopo, nella miserabile convenzione reaganiana. Quando per i grandi artisti di questo paese ci sarebbe stata solo un’eroica resistenza.

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